Recensione Torchlight
PDFStampaE-mail
12 Lug 2010
by Michael "MagoBna"
Indice
Recensione Torchlight
Pagina 2
Tutte le pagine
torchlight

Tra Diablo e realtà

Sono passati anni e anni dall'ultimo Diablo, ma voi lo state ancora giocando perché nessuno dei tanti cloni usciti nel corso del tempo e' minimamente riuscito ad avvicinarsi alla grandezza del titolo Blizzard? Sarete allora contenti di sapere che Runic, ossia una parte degli sviluppatori Blizzard separatisi dal gruppo principale, hanno voluto regalare una piccola grande soddisfazione ai fan, con questo ottimo clone (in realtà non e' giusto definirlo così, dato che ha una forte identità personale), in attesa di Diablo 3.


Il primo punto a favore del titolo Runic riguarda i requisiti: sono talmente miseri da girare su qualsiasi PC degno di essere ancora definito tale. Ciononostante non aspettatevi un gioco con un motore scialbo votato alla compatibilità: fatelo pure girare sul PC più potente che avete e godetevi al massimo la grafica viva e ricca di effetti che i programmatori vi hanno riservato.

Come già detto, lo stile ricalca perfettamente ciò che di bello avevamo visto nei primi due Diablo, in particolare l'interfaccia di gioco e' quanto di più simile si sia mai visto: visuale isometrica dall’alto, menu a scomparsa, inventario e indicatori di vita e mana, tutto è messo lì a ricordare il mostro sacro dei gioco di ruolo hack ’n slash.

La storia ci porterà all’esplorazione della città di Torchlight, che sorge su un ricco giacimento di Ember, un misterioso minerale in grado di incantare persone ed oggetti donando loro grandi poteri, ma in grado anche di corromperli: starà a noi capire in che modo e come fermare tutto ciò.

Partiamo però dall’inizio: il gioco, cominciando una nuova avventura, ci propone di scegliere fra 3 personaggi diversi, corrispondenti alle tre differenti classi: Destroyer, Alchemist e Vanquisher, ossia un grosso guerriero specializzato nel corpo a corpo, un alchimista abile nelle arti magiche e di evocazione, ed una ragazza che combatte con armi a lunga distanza. Nessuna possibilità di personalizzazione del protagonista quindi, anche se i vari oggetti che troveremo all’interno del gioco ne varieranno anche aspetto ed abbigliamento. Le tre classi corrispondono a tre differenti approcci al gioco, tuttavia la bella novità è che qualunque classe potrà utilizzare qualunque oggetto, ed è presente una serie di abilità inter-classe, ossia abilità che possono essere imparate dal nostro personaggio, nonostante siano tipiche di un altro, di conseguenza avremo la possibilità di sviluppare un alter ego ben bilanciato e consono alle nostre esigenze, sia dal punto di vista delle abilità che dal punto di vista dell’inventario. Un’altra ottima innovazione è l’aggiunta del cosiddetto “famiglio”: un animale che vi seguirà ovunque facendovi ben più che semplice compagnia. La scelta potrà ricadere su un cane oppure su un grosso felino, ma la cosa più interessante, che aggiunge nuovi scenari alle vostre strategie, è che il famiglio non solo attaccherà i vostri nemici per aiutarvi, ma potrà trasformarsi in svariati esseri per un limitato periodo di tempo, in modo da essere ancora più efficace, nel momento in cui gli daremo da mangiare dei particolari pesci, rintracciabili lungo il gioco e pescabili letteralmente da alcuni stagni per mezzo di un divertente minigioco ittico. Un’altra importantissima possibilità è quella di utilizzare l’inventario del nostro animaletto come inventario di supporto (classico inventario grafico a slot stile Diablo), ma soprattutto di spedire il famiglio in città a rivendere gli oggetti di troppo senza dover ogni volta recarvici noi stessi: comodissimo.

 



Aggiungi commento