Recensione di Moonwalker

Recensione di Moonwalker

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28 Giu 2009
by Redazione Gamerworld.it
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Ricordiamo Michael Jackson non solo per le sue canzoni, ma anche per il suo videogioco Moonwalker ispirato all'omonimo film... [segue su "Leggi tutto"]

 



A poco più di due giorni dalla morte di Michael Jackson, a noi videogiocatori piace ricordarlo non solo per le sue canzoni che hanno fatto la storia della musica pop e per i suoi problemi giudiziari, ma anche per Moonwalker, il videogioco tratto dall'omonimo film.

 

D'altronde quale altro musicista può vantare di avere un lungometraggio nel quale ricopre il ruolo di se stesso come protagonista? Ebbene, i gamers di vecchia data si ricorderanno senza dubbio il gioco tratto dalla pellicola in questione, uscito in versione Arcade ed anche su Sega Megadrive, ma ironia della sorte è che in entrambe le versioni il “re del pop” doveva salvare dei bambini dalle grinfie dei nemici, faccenda che fa sorridere viste le accuse mosse contro Jackson per un presunto caso di pedofilia.




Moonwalker fu rilasciato nel lontano 1990 (due anni dopo l’uscita del film) e aveva una trama molto stravagante ispirata alla pellicola cinematografica: un malefico criminale di nome Mr. Big voleva conquistare la terra utilizzando un gigantesco laser costruito sulla luna, e non si sa bene il perché, Big rapiva dei bambini – rigorosamente muniti di orsacchiotto di peluche -. Era compito del nostro Michael salvare i fanciulli dagli scagnozzi di Mr. Big.

 

La versione arcade si differenziava da quella casalinga per Megadrive innanzitutto per la visuale isometrica, e poi per il divertente fatto che ogni volta che veniva inserita una monetina, si poteva sentire uno dei famosi urli del cantante. Ma fatto ancora più piacevole era la presenza dei MIDI (parliamo pur sempre degli anni ’90 quindi la qualità non è ai livelli di quella attuale) con le canzoni di Michael Jackson, che accompagnavano il giocatore in entrambe le versioni del videogame.

 

Un’ultima curiosità era il fatto che Jackson deteneva una enorme collezione di cabine con titoli molto rari (Crazy Taxi, The Lost World, Virtua Racing etc.) che a causa dei debiti dovette vendere.



 

Come concludere questo articolo/tributo? Credo che un R.I.P. sia la cosa più opportuna per un artista come Michael Jackson.


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