[Recensione - Multi] Dragon Ball Z: Burst Limit
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04 Lug 2008
by Andrea "Big Ben" Villaraggia

Il ritorno deludente delle sette sfere...


Non so voi, ma sinceramente io ne ho abbastanza. Oggi vi vado a parlare di un gioco fresco fresco, uscito da un paio di giorni al massimo, molto atteso da chi, come me, è un grande fan della mitica serie di Akira Toryiama:

“DRAGONBALL Z BURST LIMIT” non è il gioco nextgen che tutti avremmo voluto e che di DIRITTO avremmo dovuto poter stringere tra le nostre paciocche mani sporche di Nutella da bimbigame. No.



Burst Limit si preannuncia come un ennesimo buco nell’ acqua da parte di Bandai!
Perchè la serie di Dragonball deve esser destinata a mere trasposizioni videoludiche, per nulla profonde, create di fretta e furia e con caratteristiche alla rinfusa? Perchè gli sviluppatori non capiscono una volta tanto che, il successo di un gioco e quindi i soldi, arriva quando il titolo in questione è fatto col cuore?

Siamo stufi di sviluppatori che marciano sulle serie sfornando a ripetizione titoli tutti uguali e senza ragione di esistere. Bandai dovrebbe prendere es. da Ubisoft! Nonostante le sue pecche, Naruto Rise of a Ninja ha portato una ventata di aria nuova ad un genere ormai destinato alla totale decadenza. Bandai cos’ha invece fatto con Burst Limit? E’ retrocessa! E questo è inconcepibile.


Partiamo dal presupposto che BURST LIMIT è una DEMO! E come tale NON VALE ASSOLUTAMENTE l’ esorbitante prezzo alla quale viene venduta: 70 euro! Che non sono pizze e fichi! Per noi poveri giocatori squattrinati sono tanti e non è giusto farceli sborsare per giochi di dubbia fattura.

Il cuore dei giochi tratti da manga è, prima di tutto, la trama. In Burst Limit, dopo esser stati abiutati dai vari thenkaichi a vedere personaggi e saghe che molti nemmeno sapranno esistere, arriva il nuovo gioco Bandai con l’esiguo numero di 21 personaggi e un troncamento che non supera la saga di Cell. INCOCEPIBILE direi. Quantomeno arrivare sino ai Majin e, comunque, inserire anche la prima serie sarebbe stato doveroso. Quanti capitoli hanno intenzione di fare prima di offrirci la storia completa? 10? Andiamo! Bandai sa bensissimo che se anche avesse incluso la totalità della prima serie e di quella Z, se nel prossimo capitolo avesse aggiunto anche solo una decina di pg, tutti l’avrebbero preso… questo sempre a patto che il gioco fosse degno di simil spesa. Ma purtroppo non è così.


Passata la fosforescente e cocente delusione nel vedere una saga mutilata in malomodo (cosa al massimo accettabile per quello che fu il primo Budokai su ps2) ci troviamo di fronte ad un titolo dove quel poco di storia è malamente raccontata. Tagli, salti, disconnessioni, rivisitazioni (seppur piccolissime per chi conosce la serie si notano assai!). Bandai ha dato per scontato che tutti conoscessimo la serie a menadito e, per quanto vero, è riuscita a far calare drasticamente il livello immersivo del titolo.
Cosa comunque passabile di fronte ad un titolo innovativo e contagiato da pochi difetti.

Ma Burst Limit non è nulla di tutto questo!


Graficamente parlando si presenta decisamente accattivante con belle animazioni dei personaggi e bellissimi effetti di luce e… un cell shading già visto. Bellissimo, si… ma già visto e anzi! Addirittura sorpassato da giochi usciti antecedentemente all’ ultima “fatica” Bandai (vedi sempre RoAN!). In alcuni casi si notano evidenti perdite di dettaglio (pixelloni enormi) e qualche pop-up nonostante gli scenari siano praticamente VUOTI!

Si, perchè oltre ad esser tutti molto simili, sono decisamente inanimati. Come sarebbe stato bello poter veder camminare per la vallata un mitco dinosaurone in puro stile Torijama che magari, vedendoci combattere contro un Vegeta alquanto incavolato, decidesse di farsi uno spuntino coi due malcapitati! Sarebbe stato fantastico anche combattere contro Radish dinannzi alla Kamehouse con sullo sfondo Muten, Olong, Bulma ecc… a fare il tifo dannatamente spaventati dallo spettacolo marziale dinnanzi a loro. Ma no! Assolutamente nulla di tutto questo! Vedrete solo arene completamente ININTERAGIBILI (si distruggono sporadicamente e disconnessamente) e l’unica animazione che vi potrete notare sarà uno sventolio d’erba, qualche nube ed i bei effetti luminosi di cui vi ho accennato poco fa.


Il sonoro è passabile… ma anche in questo caso si è visto (anzi, sentito) di meglio, per non parlare dell’ opening video, molto poco ispirato, e delle musiche, decisamente poco ritmate per lo stile di gioco.


Il pregio principale di Dragonball Z Burst Limit risiede nella cinematograficità del tutto. Durante i combattimenti avverranno infatti alcune scene “Cut-off” a rendere il combattimento molto più simile al manga o all’ anime che dir si voglia. Certo, queste animazioni avverranno di rado, sono molto simili tra di loro e spesso sono inconcludenti e senza interazione reale (per es. si vede entrare il personaggio di supporto con un attacco volante… ma anzichè vedere il suo bel colpo deformare il nostro faccione apparirà una misera esplosioncina - segno che ci ha colpiti - su sfondo nero. Il pg scomparirà ed il combattimento riprenderà). L’idea era comunque buona e la base c’è, ma il tutto è malamente sfruttato.


A completare il quadro ci sono le “Mosse Supreme”. Già il nome è di per sè irritante. Mai in Dragonball, se non nella dannatissima traduzione italiana, si è mai utilizzato la parola “Supremo” , abusandone così tanto, al di fuori del nome del Namecciano che impersona il Dio della terra. A prescindere dal nome però, cosa ci propina Bandai? Un semplice charged up per ogni Kamehameha o Big Ban Attack di turno. Insomma… dove sono finiti gli spettacolari filmati dove vediamo Goku, tramite diverse inquadrature, dar forma alla Genkidama per poi scagliarla sull’ avversario distruggendo tutto lo spazio circostante? E senza queste cut scene delle mosse speciali, cuore pulsante della serie di Dragonball, cosa ne è di tutto quel gran filling cinematografico che dovrebbe caratterizzare il nuovo titolo Bandai? Forse risiede in quelle due/tre scenette che, sporadicamente, appaiono dandoci il contentino con un’ esplosione ed un minifilmato UGUALE PER TUTTI I PG E LE SPECIAL dove vediamo l’avversario volare via circondato da uno sfondo bianco? Alcuni penseranno che sia meglio così, senza filmati... ma io dico No! Meglio che siano inseriti e che si possano disattivare a piacimento piuttosto che non poterli avere del tutto!



Per quanto mi riguarda quel “feelling” va a farsi benedire dopo i primi minuti di gioco! Quando due onde di energia si socontrano danno vita ad una delle solite collisioni, senza novità nel modo di gestione. Idem per quanto riguarda le mosse “Lancio”, sove ci si scaglia volando addosso al malcapitato e, per vincere, bisogna pigiare fossennatamente su tutti e 4 i tasti del controller (nulla di più scomodo oserei dire e nulla di più “già visto”…).

Il gameplay. Perfetto! Una delle novità più rilevanti forse? Ma figuriamoci! Per quanto ogni pg possa apparentemente essere caratterizzato in modo differente, la meccanica della combo risluta ancora ripetitiva e pesante, nonostante qualche miglioramento rispetto ad alcuni predecessori ci sia stato, ma nulla che faccia gridare al miracolo. Spesso e volentieri ci sono personaggi con un gran dislivello di potenza rispetto agli altri. C18, per lanciare un esempio, è dannatamente veloce e potente, fin troppo rispetto agli altri. Piccolo invece, dall’ altra parte, può risultare ostico da controllare, con i suoi continui e lenti allungamenti di braccia che potrebbero irritare il giocatore nell’ utilizzarlo.


La visuale ha fatto un passo indietro tornando ad esser laterale come nei capitoli Budokai, dimenticandosi così dell’ innovazione più apprezzata dai giocatori dei titoli Thenkaichi: la visuale dietro al personaggio.
Allora, siamo quasi giunti alla fine… ci rimane da esaminare le varie modalità di gioco… sarà forse qui che si riscontreranno pesanti, imponenti e decisamente grandiose novità? Assolutamente, NO!

Tralasciando lo Story mode tristemente scarno (come detto prima) ci troviamo di fronte a pochissime e già straviste opzioni: Un Versus mode offline ed online, un allenamento, un tutorial, un time attack e un survival! Dio mio! Non solo, non hanno aggiunto nulla di nuovo, ma addirittura vediamo sottrarci la modalità TORNEO che online sarebbe potuta essere il punto di forza dell’ intero titolo. Personalmente mi domando e dico “cosa diamine ci vuole, a voi sviluppatori mi rivolgo, a non dimenticarsi delle modalità migliori e ad apportarne qualcuna innovativa?”. Per es., cosa che dai tempi delle medie adorerei veder inserita in un titolo di Dragonball, sarebbe una “Stanza Fusioni”… soprattutto adesso che è disponibile il gioco in rete. Una modalità nella quale poter scegliere due tra i protagonisti presenti e fonderli a piacimento, dando vita a nuovi e potenti (o esilaranti) personaggi da utiliazzare con gli amici per partite più svariate. Ma niente di tutto questo credo sarà mai disponibile in un titolo della serie, a meno che qualche sviluppatore non decida di creare un Dragonball utilizzando soprattutto la testa anzichè solo il tempo.

Dulcis in fundo, ma l’ho appena detto, la modalità online si presenta striminzita e decisamente poco appetibile. Alcuni utenti, soprattutto della versione ps3, pare abbiano anche avvertito diversi Lag invasivi a tal punto da rendere impossibile giocare decentemente il match.

Alla fine della fiera DRAGON BALL Z BURST LIMIT si presenta come un Budokai più velocizzato, leggermente migliorato nella grafica e privato del suo punto forte: scene filmate per i colpi più belli dei nostri amati personaggi. Una base sufficiente ma di molto migliorabile sotto ogni punto di vista. Un gioco che non sa appassionare nemmeno i fan più accaniti della serie, poco longeva, senza innovazioni e decisamente cara (in fatto di soldi) per quel che ha da offrire.


Un titolo retrogrado. Statene alla larga!

PAGELLA
Grafica: 8.0
Giocabilità: 7.0
Innovazione: 3.0
Longevità: 3.0
Complesso: 5.5


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