Recensione di Mirror's Edge
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12 Mag 2009
by Claudio "cla80" Cialona
Mirror's_edge

Recensito il gioco che ha rivoluzionato il suo genere!









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Genere: Azione
Sviluppatore: DICE
Publisher: EA

Storia
Il 2008 per  Electronic Arts è stato l’anno  del cambiamento di rotta : consapevole ormai di essersi creata la fama di “sforna-cloni” (citiamo ad esempio le serie FIFA e Need for Speed) tra i videogiocatori, decise di riscattarsi  mettendo in cantiere prodotti con target qualitativo più elevato come ad esempio Battlefield Bad Company e (ancora meglio) Dead Space, quest’ultimo addirittura rappresentava la conclusione di una trama profonda dipanata attraverso un fumetto e un film animato uscito su DVD e Blu-ray Disc.
Con Mirror ’s Edge EA decise però di spingersi oltre la ricerca della qualità e di una trama complessa da raccontare ai giocatori, voleva proporre qualcosa di nuovo, qualcosa di innovativo...
La storia di Mirror ’s Edge è ambientata in un futuro imprecisato dove non esiste più alcuna libertà di espressione, di parola e di opinione. Le informazioni sono costantemente controllate e manipolate dal regime al potere che ha instaurato una feroce politica di repressione nei confronti di tutte quelle persone ritenute responsabili di diffondere o scambiare  idee “politicamente scorrette” o che semplicemente manifestano liberamente le proprie idee e opinioni. Il governo incarica la polizia di eseguire arresti e deportazioni facendo  sparire per sempre le sfortunate vittime. Quanto appena descritto rappresenta il prezzo da pagare per tutti i cittadini per avere in cambio dal regime una città apparentemente perfetta: niente più degrado, sporcizia, criminalità, un mondo spento che ha perso i suoi colori e le sue sfumature, dove il bianco rappresenta  il colore dominante rendendo tutto freddo e sterile. In questa cornice  dove ogni mezzo di comunicazione è costantemente monitorato e manipolato, esiste solo un mezzo di diffusione per le informazioni scomode vietate dal sistema: i runners.
Questi agili atleti trasportano informazioni riservate che assolutamente non devono essere intercettate, poiché non tollerate dal regime, da un punto all’altro della città utilizzando  percorsi non convenzionali: niente macchine, strade, lettere, telefoni o altro. I runners grazie alle loro doti di parkour corrono da un tetto all’altro degli edifici cittadini con spettacolari salti e acrobazie, con estrema disinvoltura come fossero semplici strade di un mondo parallelo, un mondo libero! La protagonista della nostra storia è una di questi runners, una ragazza di nome Faith, che si troverà suo malgrado al centro di un misterioso complotto che vedrà la sorella poliziotta, ormai sottomessa ai meccanismi del sistema, accusata ingiustamente dell’omicidio di un noto uomo politico in corsa per le elezioni: Faith desidera aiutare la sua consanguinea e vuole dimostrare la sua innocenza. Prima di separarsi sua sorella le consiglia di chiedere aiuto ad un tenente di polizia suo caro amico, una persona che nonostante il ruolo  ricoperto (la polizia è il braccio armato dello spietato governo) lei ritiene essere disposto a collaborare per scoprire la verità e salvarla. Faith per farlo sarà costretta ad entrare in contatto con il mondo che prima osservava in maniera distaccata dall’alto dei grattacieli e si accorgerà che la situazione è più grave e complessa del previsto: governo, polizia, militari le daranno la caccia senza tregua nel tentativo di fermarla e di impedirle di scoprire un gigantesco complotto che coinvolge tutte le istituzioni e che in realtà nasconde un ben più misterioso progetto chiamato “progetto Icarus”. Il tenente, nonostante sia dispiaciuto per le sorti della sorella di Faith non sembra volersi fidare dell’agile runner e mettere a rischio la sua vita aiutando una persona accusata insieme alla sorella, dell’omicidio di un potente politico.
Riuscirà Faith  a scoprire la verità contando sulla sua agilità e caparbietà?

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Gameplay
Il gameplay di Mirror ’s Edge è senza dubbio particolare, ma che possa piacere o meno una cosa è certa: DICE ha effettivamente portato novità nella fin troppa abusata visuale in prima persona, riuscendo ad aumentare significativamente il coinvolgimento del giocatore durante le varie sessioni di gioco.

Sarà possibile infatti, a seconda dei movimenti eseguiti, vedere le braccia o le gambe della nostra protagonista all’interno del campo visivo. Il dondolio della telecamera, il comparto audio ed il sapiente utilizzo di motion blur e bloom rendono molto realistica la sensazione di velocità acquistata dal personaggio a seconda della rincorsa o dello slancio preso, la sensazione di vuoto sotto i nostri piedi è così ben ricreata al punto da causare certe volte, quasi una sensazione di vertigine. Doveroso segnalare però, che tutti questi pregevoli accorgimenti se da un lato offrono una visuale in prima persona innovativa o perlomeno inedita, dall’altro rendono il titolo altamente sconsigliato a tutti coloro che soffrono del cosiddetto “motion sickness” (http://en.wikipedia.org/wiki/Motion_sickness).

La realizzazione del sistema di comandi sul joypad è stata ben concepita: praticamente le varie  azioni si potranno eseguire con soli tre pulsanti permettendoci di saltare, lanciarsi, scivolare o fare una capriola, a seconda del contesto e dell’azione che si vuol compiere al momento. Questa semplicità nei comandi garantirà  immediatezza a tutte le azioni svolte nel gioco contribuendo a mantenere alto il livello adrenalinico dato che molte volte avrete poco tempo per riflettere  e sarete costretti a muovervi in maniera coordinata e veloce per sfuggire ai proiettili delle forze di polizia e corpi speciali che continuano a braccarvi. A momenti di fuga si alterneranno spesso più o meno complessi puzzle ambientali da affrontare, che daranno modo di far lavorare (non troppo non preoccupatevi!) la materia grigia e di regalarci momenti di relativa calma.
Se finora abbiamo parlato positivamente del gameplay di Mirror ’s Edge adesso, purtroppo, arrivano le note dolenti: quei bravi ragazzi della DICE ci hanno regalato un gioco imperniato sull’azione adrenalinica con una visuale in prima persona innovativa, ma è proprio il cardine del gameplay stesso consistente in acrobazie spericolate  che se da una parte tiene alto il livello di adrenalina durante la partita dall’altro, rappresenta anche  la causa di parecchi game over. In pratica un piede in fallo su un cornicione, un salto con poca rincorsa  o un pulsante schiacciato un secondo prima o dopo, rappresentano le più  frequenti cause di morte della nostra Faith. Moltissime volte vi troverete costretti a dover eseguire acrobazie circensi dove in caso  di errore, non ci sarà nessuna tolleranza  e finirete  a “baciare” l’asfalto che sta cento metri sotto di voi con tutte le spiacevoli conseguenze del caso: il livello di frustrazione rischierà molte volte di superare i livelli  di guardia.
Salvo i primi capitoli, in molte occasioni sarete quindi costretti a ripetere più e più volte la stessa scena di gioco fino al raggiungimento dell’esecuzione letteralmente perfetta, di una determinata serie di movimenti che vi consentirà di progredire nell’avventura e di lanciare un urlo liberatorio dalla vostra poltrona. Altra caratteristica  che contribuirà attivamente alle morti premature del nostro avatar è la bassa resistenza ai proiettili o agli attacchi melee inferti dai nemici. Pur comprendendo che il gioco sia basato più su azione e acrobazie che sul combattimento, la “tolleranza” di Faith ai colpi è veramente bassa costringendo il giocatore molte volte a preferire la fuga piuttosto che il combattimento, nonostante all’interno del gameplay sia possibile  eseguire vari attacchi corpo a corpo o combattere per impossessarsi delle armi avversarie, le uniche per altro disponibili. Il giocatore sarà poco incentivato al libero utilizzo di tali tecniche salvo alcuni casi, in cui sarà obbligato a combattere  con tre o più nemici. In questi casi però ad aiutare il giocatore interverrà indirettamente  la non proprio brillante IA dei nemici, e la possibilità schiacciando un tasto sul joypad di entrare per un periodo di tempo (determinato dalla quantità di adrenalina accumulata durante la corsa, più rincorsa equivale a maggior carica adrenalinica) in una modalità  in perfetto stile “bullet time”, dove grazie al rallentare del tempo la nostra eroina sarà avvantaggiata nel derubare  ad un nemico la sua arma o negli scontri corpo a corpo. Altro aspetto da valutare  nell’economia del titolo DICE è la cosiddetta “visuale del runner”, che consiste nel suggerire al giocatore tramite il colore  rosso gli elementi presenti nell’ambiente di gioco che lo aiuteranno a proseguire nei vari livelli. Tale feature già in fase di sviluppo fu al centro di molteplici discussioni nei vari forum frequentati da videogiocatori, in quanto si pensava che avrebbe potuto abbassare sensibilmente il livello di difficoltà del gioco, probabilmente a seguito di queste polemiche il team svedese ha pensato di offrire la possibilità di  poter utilizzare o meno questa caratteristica. Dopo aver provato Mirror ’s Edge con mano possiamo tranquillamente affermare che il livello di difficoltà del gioco non viene assolutamente compromesso in quanto come  già discusso  prima, sono altri fattori a complicare l’esperienza ludica e non la “visuale del runner”. E’ comunque consigliabile almeno nelle prime ore di gioco, usufruire di questo discreto aiuto il tempo necessario per immedesimarsi nei panni di Faith  e acquisire il colpo d’occhio del “runner”: da quel momento sarete in grado di cogliere quasi sempre al volo gli elementi ambientali che costituiranno la vostra strada sospesa nel vuoto. Mescolando insieme aspetti positivi e negativi del gameplay di Mirror ‘ s Edge  potrete comunque essere certi che sarà molto difficile annoiarsi, il grado di sfida insito anche solo nel singleplayer è alto, spronando il giocatore a superare ogni ostacolo per procedere nell’avventura che però non supererà le dieci ore e pur considerando che oltre alla storia in singolo c’è una modalità multiplayer competitiva denominata “sfida a tempo” la longevità rimane bassa. Prima di procedere con l’esame del comparto tecnico, una nota negativa per come gli sviluppatori hanno scelto di svelare i particolari della trama durante le sessioni di gioco al giocatore scegliendo di utilizzare cut-scene in stile fumetto animato, trovata sicuramente originale ma che uccide l’espressività dei personaggi, al punto di preferire le brevi sequenze animate realizzate con il motore grafico del gioco e visuale in prima persona, che danno  più continuità allo svolgersi della trama e rendono qualitativamente superiore sia l’espressività dei comprimari che il taglio registico della scena stessa.




Grafica e tecnica

Tecnicamente Mirror’s Edge appare dotato di una grafica straordinaria, i palazzi creati dal team svedese in maniera ultra dettagliata (il poligon count è altissimo) uniti alla saturazione dell’ambiente di gioco con una palette cromatica composta quasi totalmente dai colori  bianco rosso e blu, restituiscono un colpo d’occhio veramente d’impatto. Eppure nonostante l’ottimo engine grafico (stiamo parlando dell’ Unreal Engine 3) ad un analisi più approfondita troviamo alcuni “deficit” che non ci permettono di dare al titolo un voto più alto di quello che troverete in pagella. L’altissimo dettaglio delle ambientazioni esterne comporta un sacrificio in termine di texturizzazione e mappe superficiali infatti  niente texture in alta definizione e shader superficiali con livello qualitativo medio basso. Si potrà notare un massiccio utilizzo di tecniche di blur e bloom che assolvono  la duplice funzione di aumentare la saturazione cromatica abbagliando la vista, e nascondere le sopra citate imperfezioni del motore grafico. Ciò invece non avviene se prendiamo in esame le ambientazioni interne dove notiamo un miglioramento estetico globale: texturizzazione più curata con texture in alta definizione e shader superficiali adesso di alta qualità. Le animazioni dei personaggi nemici rimangono nella media, al contrario invece delle animazioni della protagonista, veramente convincenti e d’effetto in tutte le occasioni: quando Faith scivola, disarma un nemico, corre o anche quando fa una capriola.

Buona l’illuminazione globale e l’utilizzo degli algoritmi di self shadowing che restituiscono ombre di oggetti e persone in maniera convincente. Un’ altra imperfezione tecnica è data dal filtro anti aliasing: anche con un massiccio uso di blur  per camuffare i limiti del filtro, quest’ultimo non risulta essere comunque efficace, con conseguente apparizione (soprattutto nelle location interne) in maniera pesante delle classiche e odiose scalettature. Per quanto riguarda la gestione della fisica, Mirror’s Edge è uno dei pochi titoli (se non forse l’unico) a sfruttare al meglio il recente motore fisico Phisyx di Nvidia: il comportamento del corpo di Faith durante le varie acrobazie rispecchia realisticamente i comuni principi scientifici  della forza di gravità, il modo con il quale vengono infranti i vetri o danneggiati gli oggetti dell’ambiente di gioco dai proiettili dei nemici sono tutti resi in maniera realistica e convincente.

Dal punto di vista audio il titolo DICE è dotato di una piacevole colonna sonora che si abbina in maniera efficace sia ai momenti d’azione che a quelli di maggior calma. Realizzato discretamente il doppiaggio con un piccola nota di disappunto per quello di Faith, eseguito da Asia Argento figlia del noto regista di film horror Dario Argento. Alcune battute a volte verranno da lei pronunciate senza espressività, stonando evidentemente nei momenti cruciali della trama dove invece sarebbe necessaria maggior enfasi. Riconosciamo comunque, nonostante tutto, che rispetto alla perfomance paterna in Dead Space, Asia Argento ha svolto il suo primo doppiaggio nel mondo video ludico sicuramente meglio del padre.





Pagella
Mirror’s Edge è veramente un gioco particolare e per molti versi innovativo, quindi sicuramente non per tutti. Per quanto apprezzabile l’idea di interagire con l’ambiente in maniera così “intima” facendo uso di pedane, tubi, ringhiere, sbarre, strade invisibili etc. da percorrere eseguendo eleganti acrobazie, la giocabilità del titolo né risente. Basta veramente un minimo errore di coordinazione per rovinare una serie di movimenti fino a quel momento eseguiti in maniera perfetta, costringendovi parecchie volte a ripetere fino alla nausea alcune fasi di gioco con il rischio di far perdere al giocatore la voglia di proseguire nell’avventura, il che sarebbe un peccato in quanto salvo questi casi Mirror’s Edge di per se non annoia nei momenti adrenalinici, e questi sono parecchi.

Ad ogni modo sentiamo comunque il bisogno di consigliarvi di provare questo gioco almeno una volta per la sua innovatività.


Grafica e tecnica: 7.8
Audio: 7.0
Giocabilità: 6.5
Longevità:  6,5
Complesso: 7.0

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