
Con un pò di ritardo ecco la recensione del gioco della settimana, recensione di Damnation che prende il sottotitolo di "Una dannazione reale, leggendo la recensione scoprirete il perché...
I ragazzi di Blue Omega Entertainment, casa fondata nel 2003
ad Annapolis, ritornano sulla scena dopo alcuni titoli a basso-budget di
produzione che non hanno mai visto luce qui in Italia.
Targato Codemaster, Damnation si presenta come uno sparatutto in terza persona con una trama non proprio originale, che ci mette nei panni di Hamilton Rourke in unAmerica dove la guerra civile non è mai terminata e si è portata fino al XXI secolo. Il protagonista si troverà impegnato, insieme ai suoi compagni davventura, a combattere Prescott, leader di una fondazione paramilitare che ha fatto con il commercio delle armi la sua ricchezza, e che adesso punta alla conquista del mondo.
La trama, con il suo carattere fantasy, di per sé appare mediocre, anche se potrebbe interessare gli appassionati del genere, ma purtroppo si mostra sin dallinizio una storia molto scontata.

Una dannazione per i
gamers
Il gioco fa dellazione frenetica il suo punto di forza, alternando a sparatorie scatenate acrobazie necessarie a raggiungere il successivo stage. Ad affiancare questo, cè però un gameplay ripetitivo, banale, e quindi noioso. Esasperato dallinspiegabile mancanza di punti di copertura, fatto che rende i conflitti a fuoco a dir poco insostenibili.
Affianca il già inguardabile gameplay, la presenza di bug di
cui il gioco è costellato; oltre a fastidiosi problemi con la telecamera, che
non segue sempre a dovere il protagonista, vi sono respawn dei nemici
interminabili, ci troveremo di fronte ad avversari che quindi si moltiplicano quasi
allinfinito.
Per spezzare la monotonia è stato deciso da Blue Omega di introdurre fasi
di gioco a bordo di un mezzo a quattro ruote, nel quale è possibile scegliere
se guidare il veicolo, o starsene nei sedili posteriori comunque in guardia.
Unici lati positivi nel gioco sono quindi: lambientazione storica, ma al contempo futuristica, che quindi crea una sorta di Tecno Far West decisamente niente male; il protagonista, che con tutto il suo carisma da eroe di turno, aggiunge un minimo di giocabilità; e la modalità cooperativa, che permette di divertirsi semplicemente perché, in compagnia, non si bada molto ai difetti del gioco.
Tecnicamente parlando
Damnation presenta una
pessima integrazione con lUnreal Engine 3, con personaggi a dir poco
inespressivi e ambientazioni spoglie e piatte, con texture troppo lineari.
LIA dei nemici non è granché, visto che questi si limitano al massimo a
nascondersi temporaneamente dietro gli oggetti dello scenario, ma che di certo
non eccellono per intelletto.
Se avrete quindi la pazienza di completare Damnation di fronte a così tante lacune, difficilmente lo rigiocherete.

Parole, soltanto parole
Secondo gli sviluppatori, prima delluscita del gioco, Damnation doveva
essere un titolo che avrebbe rivoluzionato la categoria degli sparatutto in
terza persona grazie al suo gameplay. Come avrete potuto capire, non tutto è
andato come previsto. Il gioco presenta di per sé troppi difetti che non
possono essere sorvolati; se una volta infatti possiamo chiudere un occhio di
fronte ad un bug, il secondo occhio ci serve per constatare la completa
inutilità di continuare a giocare ad un videogame talmente ripetitivo.
Un fallimento totale per Blue Omega, che, di fronte ad una idea di base
non da scartare via, ha accostato un comparto tecnico imbarazzante.
Speriamo che gli sviluppatori torneranno a far parlare di sé con un gioco
migliore di Damnation, e secondo il loro sito ufficiale, pare siano al lavoro
(parole loro) di un titolo unico al mondo, staremo a vedere.
Pagella
Grafica: 4.5
LUnreal Engine 3 è mal sfruttato, e pensare che è lo stesso di Gears of
War.
Sonoro: 6.0
Doppiaggio italiano e musiche nella media.
Giocabilità: 2.0
Non ci sono punti di copertura e sono presenti diversi bug.
Longevità: 4.0
Difficilmente verrà rigiocato.
Complesso: 4.5
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