Recensione di Damnation
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29 Giu 2009
by Redazione Gamerworld.it

Con un pò di ritardo ecco la recensione del gioco della settimana, recensione di Damnation che prende il sottotitolo di "
Una dannazione reale”, leggendo la recensione scoprirete il perché...



I ragazzi di Blue Omega Entertainment, casa fondata nel 2003 ad Annapolis, ritornano sulla scena dopo alcuni titoli a basso-budget di produzione che non hanno mai visto luce qui in Italia.

Targato Codemaster, Damnation si presenta come uno sparatutto in terza persona con una trama non proprio originale, che ci mette nei panni di Hamilton Rourke in un’America dove la guerra civile non è mai terminata e si è portata fino al XXI secolo. Il protagonista si troverà impegnato, insieme ai suoi compagni d’avventura, a combattere Prescott, leader di una fondazione paramilitare che ha fatto con il commercio delle armi la sua ricchezza, e che adesso punta alla conquista del mondo.

La trama, con il suo carattere “fantasy”, di per sé appare mediocre, anche se potrebbe interessare gli appassionati del genere, ma purtroppo si mostra sin dall’inizio una storia molto scontata.



 

Una dannazione per i gamers

Il gioco fa dell’azione frenetica il suo punto di forza, alternando a sparatorie scatenate acrobazie necessarie a raggiungere il successivo stage. Ad affiancare questo, c’è però un gameplay ripetitivo, banale, e quindi noioso. Esasperato dall’inspiegabile mancanza di punti di copertura, fatto che rende i conflitti a fuoco a dir poco insostenibili.

Affianca il già inguardabile gameplay, la presenza di bug di cui il gioco è costellato; oltre a fastidiosi problemi con la telecamera, che non segue sempre a dovere il protagonista, vi sono respawn dei nemici interminabili, ci troveremo di fronte ad avversari che quindi si moltiplicano quasi all’infinito.

 

Per spezzare la monotonia è stato deciso da Blue Omega di introdurre fasi di gioco a bordo di un mezzo a quattro ruote, nel quale è possibile scegliere se guidare il veicolo, o starsene nei sedili posteriori comunque in guardia.

 

Unici lati positivi nel gioco sono quindi: l’ambientazione storica, ma al contempo futuristica, che quindi crea una sorta di Tecno Far West decisamente niente male; il protagonista, che con tutto il suo carisma da eroe di turno, aggiunge un minimo di giocabilità; e la modalità cooperativa, che permette di divertirsi semplicemente perché, in compagnia, non si bada molto ai difetti del gioco.

 

Tecnicamente parlando…Damnation presenta una pessima integrazione con l’Unreal Engine 3, con personaggi a dir poco inespressivi e ambientazioni spoglie e piatte, con texture troppo lineari.

L’IA dei nemici non è granché, visto che questi si limitano al massimo a nascondersi temporaneamente dietro gli oggetti dello scenario, ma che di certo non eccellono per intelletto.

Se avrete quindi la pazienza di completare Damnation di fronte a così tante lacune, difficilmente lo rigiocherete.





Parole, soltanto parole

Secondo gli sviluppatori, prima dell’uscita del gioco, Damnation doveva essere un titolo che avrebbe rivoluzionato la categoria degli sparatutto in terza persona grazie al suo gameplay. Come avrete potuto capire, non tutto è andato come previsto. Il gioco presenta di per sé troppi difetti che non possono essere sorvolati; se una volta infatti possiamo chiudere un occhio di fronte ad un bug, il secondo occhio ci serve per constatare la completa inutilità di continuare a giocare ad un videogame talmente ripetitivo.

Un fallimento totale per Blue Omega, che, di fronte ad una idea di base non da scartare via, ha accostato un comparto tecnico imbarazzante.

Speriamo che gli sviluppatori torneranno a far parlare di sé con un gioco migliore di Damnation, e secondo il loro sito ufficiale, pare siano al lavoro (parole loro) di un titolo “unico al mondo”, staremo a vedere.

 

Pagella

Grafica: 4.5

L’Unreal Engine 3 è mal sfruttato, e pensare che è lo stesso di Gears of War.

Sonoro: 6.0

Doppiaggio italiano e musiche nella media.

Giocabilità: 2.0

Non ci sono punti di copertura e sono presenti diversi bug.

Longevità: 4.0

Difficilmente verrà rigiocato.

Complesso: 4.5

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