Recensione Wolverine Le Origini
PDFStampaE-mail
20 Lug 2009
by Eugenio "Freefly" Mosca

Un ritorno in grande per il mutante dai lunghi artigli!



L’industria dei videogiochi ci ha abituato sin dai suoi inizi all’uso spasmodico di ogni possibile licenza derivante da film più o meno di successo. Infatti, con il solo acquisto della licenza per lo sviluppo del gioco, si ottiene un prodotto di notevole richiamo e già super pubblicizzato. Spesso nel passato, a questo genere di videogames appartenevano i migliori titoli disponibili sul mercato, si pensi ai vari Indiana Jones, alla Famiglia Adams, Robocop, ecc…rendendo quindi la maggior parte di essi dei veri e proprio MUST per ogni appassionato. Sfortunatamente questa tendenza si è persa negli ultimi anni, infatti, sempre più spesso i videogames derivanti da film sono pessimi, creati solo ed esclusivamente per fini economici (poca spesa, molti ricavi)…sarà anche il caso di questo Wolverine: Le Origini? Vediamolo!

Storia

La trama ripercorre fedelmente quella del film da cui prende il nome, impersoniamo quindi il mitico Wolverine, all’anagrafe James Howlett detto Logan, in quelli che sono stati gli eventi che hanno sconvolto la sua vita, trasformandolo da semplice mutante ad Arma X. La storia è quindi un notevole punto di forza del gioco, specie per chi non ha ancora visto il film e per tanto non la sveleremo.

 

Gameplay

Il gioco è un tipico action-game moderno. Sin dall’inizio la modalità di combattimento, costituita da attacchi deboli, forti, prese o dalla loro combinazione, e il grado di violenza presente negli scontri, ci hanno ricordato il tanto blasonato God Of War. Naturalmente sono possibili vari tipi di combinazioni di attacchi per ottenere combo e uccisioni differenti e in ogni livello sono presenti vari elementi con i quali uccidere i nemici con un solo colpo (ad esempio trafiggendoli con uno spuntone).

Arma assai famosa e micidiale di Wolverine è poi l’assalto con il quale, tramite un sistema di puntamento, è possibile scagliarsi contro i nemici e trafiggerli “al volo”.

Molto interessante il sistema di uso dei sensi super sviluppati del protagonista. Attivando questi “poteri” infatti, l’ambiente circostante viene visto in modo “differente”, in maniera simile a quanto avviene con una telecamera a infrarossi, enfatizzando gli oggetti utili e rivelando la posizione dei nemici magari prima invisibili.

La gestione della salute ruota intorno al potere mutante di guarigione di Wolverine: man mano che veniamo colpiti la barra della salute cala fino ad esaurirsi. A questo punto ogni danno inflitto danneggia veramente il nostro personaggio facendo diminuire un'altra barra rappresentata con il cuore di Logan. Se anche questa barra si svuoterà, allora il nostro eroe morirà. Basterà restare un po’ di tempo senza subire danni per “rigenerarsi” e quindi ripopolare le due barre di energia.

Un'altra barra presente nel gioco è quella del “furore”. Questa si riempie uccidendo nemici o distruggendo oggetti. In base al livello di furore raggiunto si possono abilitare poteri o mosse speciali di grosso impatto nei combattimenti, come ad esempio il berserk, con cui i poteri di Wolverine vengono aumentati.

Durante lo scorrimento del gioco il nostro personaggio acquisirà esperienza uccidendo nemici o recuperando opportuni bonus (come ad esempio le medagliette di soldati caduti). All’aumentare dell’esperienza cresceranno le dimensioni degli indicatori della vita e del furore. Inoltre, verranno acquisiti anche dei punti per il potenziamento degli attacchi del personaggio. Sarà possibili quindi personalizzare il protagonista aumentando la sua resistenza, la sua forza d’attacco, ecc…

L’ultimo aspetto personalizzabile del gioco è quello riguardante i Mutageni. Durante il gioco è possibile trovare degli oggetti che modificano il DNA di Logan aumentando certi suoi poteri. In pratica, si tratta di un vero e proprio sistema di “equipaggiamento”, che permette ad esempio di incanalare più esperienza, di far durare di più certi attacchi, di aumentare la resistenza ai colpi, ecc… Inizialmente sarà possibile incorporare un solo mutagene per volta, fino ad arrivare ad un massimo di 3 a storia inoltrata.

Raccontate così le cose sembrerebbero solo positive, ma in realtà questo titolo soffre di un grosso problema: la ripetitività! Infatti, anche se il numero di nemici non è scarso ed ognuno di essi è ben caratterizzato con poteri diversi, tranne alcuni boss, il loro modo di combattere è molto simile e il gioco si riconduce a spostarsi da una zona ad una altra sterminando tutto ciò che vi è quasi sempre nello stesso modo.


 

Grafica e Sonoro

La grafica di Wolverine: Le Origini è altalenante ma nel complesso buona. Le texture degli ambienti sono leggermente monotone, ma comunque ben fatte. I nemici e lo stesso protagonista sono invece ben caratterizzati. Spettacolari sono gli effetti di degrado e guarigione del corpo di Logan che man mano che viene ferito perde pezzi di pelle lasciando intravedere il suo scheletro di adamianto e che col passare del tempo si rigenera tornando integro.

Per quel che riguarda il comparto sonoro c’è da fare una distinzione tra la versione in lingua originale, meravigliosamente doppiata dagli attori del film, e quella italiana, doppiata come sempre in modo meno curato… Purtroppo questo non è il primo e non sarà l’ultimo gioco che soffrirà di questo problema. Doppiaggio ed effetti sonori, escludendo le musiche, sono discreti.

 

Modalità di gioco

La modalità di gioco principale è quella della storia, affrontabile a tre livelli di difficoltà: Facile, Normale e Difficile, quest’ultimo come spesso accade, è sbloccabile solo dopo aver completato il gioco in modalità Normale.

Sono inoltre disponibili delle battaglie “bonus” contro versioni particolari di Wolverine (ad esempio quella famosa col completino giallo). Per abilitare questi scontri e sbloccare quindi ulteriori bonus come costumi alternativi, è necessario trovare delle statuette raffiguranti il protagonista durante la modalità storia.

 

Curiosità

Durante i caricamenti del gioco vengono visualizzate varie frasi o curiosità su Wolverine prese dai fumetti o dai film, rendendo quindi anche questi momenti “morti” assai interessanti.



 

Quindi

In conclusione Wolverine Le Orgini è un buon gioco, che si fa apprezzare per vari contenuti e che può divertire per la varietà di smembramenti che propone. Purtroppo però, dopo qualche ora di gioco, incomincia a risultare molto ripetitivo: gli scontri diventano quasi ed esclusivamente il ripetersi dei precedenti, ma con un numero maggiore di nemici. Gli stessi combattimenti non diventano altro che una serie di assalti a caso per eliminare il prima possibile i vari oppositori. Quindi l’esperienza offerta è sufficientemente interessante per spingere un giocatore durante le 8 ore di gioco circa che servono per terminare la storia, ma non abbastanza per far si che qualcuno la ricominci al livello massimo di difficoltà. Certo è che visti titoli simili come, Blade o Underworld, il risultato è un netto passo avanti. In ogni caso è un gioco che ogni amante degli X-Man deve avere.


Pagella

Grafica: 7.5
Sonoro: 7.5
Giocabilità: 7.5
Longevità: 7.5
Complesso: 7.5

 

 

PRO:

 + Storia ottima.

+ Gestione dei danni sul personaggio spettacolare

+ Buon sistema di personalizzazione del personaggio

CONTRO:

 - Gioco ripetitivo

 - Doppiaggio in italiano non eccezionale.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna